Quando i bambini non andavano a scuola – When the children were out of school

Inizio del nuovo anno scolastico.

In questa immagine dei primi del secolo scorso, conservata alla Library of Congress e appartenente alla George Grantham Bain Collection, già segnalata in un precedente post, le due bambine si avviano felici a scuola con i loro vestitini puliti e ordinati.

Nella seguente altri bambini sono molto compostamente e dignitosamente concentrati nella lettura, sulle panchine di una veranda.

Ma quanti bambini e adolescenti in passato e ancora oggi non andavano e non vanno a scuola per lavorare? E non solo tra gli “stranieri”? Per esempio durante la guerra, magari impegnati negli orti di guerra, come la bambina nella foto che segue, del 1941, custodita presso l’archivio Luce. Molti anziani ancora lo ricorderanno (bisnonni e prozii, che forse nipoti e pronipoti di oggi potrebbero intervistare).

A proposito di bambini e ragazzi che nei primi decenni del Novecento trascorrevano le loro giornate lavorando o in strada, vi segnalo un giacimento sterminato di oltre 5000 foto, digitalizzate e on line, tutto da scoprire, esplorare ed utilizzare in classe: quello del National Child Labor Committee (NCLC), tuttora operanteQuesto tesoro è conservato e reso accessibile dalla Library of Congress (alla quale non saremo mai abbastanza grati!). Lo ha presentato in un importante e divertente articolo, Barbara Orbach Natanson, Head of Reference services for the Prints & Photographs Division della LC. L’autore di queste immagini incredibili  è il sociologo e fotografo Lewis W. Hine, che dal 1908 al 1924 ha documentato il lavoro dei minori in ogni settore, nonché le condizioni di vita dei bambini disagiati negli Stati Uniti, per conto del NCLC. Scorrendo immagine dopo immagine colpiscono le originali, precise, esaustive didascalie dell’epoca, a commento delle foto.

Per esempio la didascalia della foto, dei primi del Novecento, che ritrae una bambina in una fabbrica tessile in un momento di pausa, mentre guarda fuori della finestra: A moments glimpse of the outer world Said she was 10 years old. Been working over a year.

O quella della foto in cui sono ritratte due sorelle: Little Fannie, 7 years old, 48 inches high, helps sister in Elk Mills. Her sister (in photo) said, “Yes, she he’ps me right smart. Not all day but all she can. Yes, she started with me at six this mornin’.” These two belong to a family of 19 children

O quella di un bambino un po’ spaventato, con il suo asino (cercatela…).

E in Italia? Poche le immagini sul lavoro minorile reperibili on line.

Un interessante nucleo è accessibile sulla banca dati del sistema LombardiaBeniCulturali, segnalato in un post precedente, e riguarda le immagini dedicate ai bambini di Melissa (Calabria)  della serie  Fotografie di Melissa e Milano del pittore Ernesto Treccani (grandissimo fotografo).

Siamo già negli anni cinquanta, forse non così distanti dai primi decenni del Novecento negli Stati Uniti.

Nell’archivio del Luce on line troviamo pochissime immagini (e, salvo smentita auspicabile, nessun cinegiornale o documentario sulla questione del lavoro minorile).

Scopriamo alcune immagini dei primi anni venti, di Porry Pastorel, grande fotografo, ma che non lavorava per il Luce (è un archivio acquisito abbastanza di recente dall’Istituto).

Ma l’archivio Luce conserva, accessibile on line, un importante fondo di centinaia e centinaia di immagini, relativo a un’inchiesta fotografica del 1951, commissionata dal Ministero di Grazia e Giustizia, sul lavoro e le  attività dei minori nelle case di recupero, o rieducazione, negli orfanatrofi, nei riformatori, nelle carceri minorili di tutta Italia, dove sembrano tutti puliti, ordinati, spesso felici.

Altre immagini appartenenti ad archivi preziosi, come il Fondo Vie Nuove, custodito dall’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, si possono cercare e consultare nel database dell’associazione FotoArchivi&Multimedia

Per un quadro della storia della “tutela” del lavoro minorile in Italia e della legislazione relativa si può consultare l’interessante articolo on line di Anna Rita Caruso, ispettore del lavoro. Si consiglia sempre qualche esercizio di decodifica e riflessione sulle immagini, già segnalati in un post precedente.

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28 thoughts on “Quando i bambini non andavano a scuola – When the children were out of school

  1. Molto belle e coinvolgenti. L’iccd purtroppo non possiede un gran patrimonio dal punto di vista della fotografia sociale. Potrebbe esistere materiale nel fondo Morpurgo.

  2. Pingback: quando i bambini non andavano a scuola « ricerche e avventure d'idee

  3. Decisamente un articolo interessantissimo… da proporre come lettura nelle scuole per far comprendere ai ragazzi la fortuna che hanno di poter accedere a un’istruzione che – mala tempora currunt – sembra ritornare appannaggio di pochi. Complimenti davvero… come sempre del resto… 🙂

  4. Un esame critico di tutto cio’ che ci si trova di fronte, nella realta’ e nella coscienza, diventa l’essenza dell’educazione stessa!

    CIAO!

  5. Un bell’articolo. Che parla dell’infanzia, ma anche dello sguardo complice dell’autrice sui bambini ritratti. Per integrare le fonti su questo argomento suggerisco il bellissimo documentario di Comencini sul lavoro minorile a Napoli. Il filmato è online, ma suggerisco il link della Rai, che ha una sezione sull’uso didattico delle immagini. Il link è http://www.raiscuola.rai.it/articoli/italia-1970-il-lavoro-minorile-a-napoli/5256/default.aspx. Il documentario di Comencini è anche pubblicato sulla piattaforma vimeo (http://vimeo.com/12856962): qui si può vedere con uno “schermo” più grande…

  6. Il sito mi sembra molto interessante, merita davvero di essere navigato con attenzione. Le risorse messe a disposizione sono tantissime e molto ben descritte, certamente utili per le scuole secondarie ma ricche di spunti di riflessione per percorsi anche alla primaria.
    In particolare l’articolo “Quando i bambini non andavano a scuola” ha del materiale interessante e ben documentato.
    Si percepisce chiaramente la passione e la professionalità con cui lavori a questo strumento.
    Molte volte noi insegnanti cerchiamo materiali audiovisivi adatti ai nostri percorsi educativi, spesso la ricerca non ha successo oppure costa molto tempo e difficoltà.
    Questo sito che raccoglie e segnala con adeguata documentazione le varie risorse audiovisive mi sembra sia la risposta giusta ed efficace per arricchire l’offerta didattica.
    Mi piacerebbe segnalarlo nel mio blog http://ascuolasulweb2.blogspot.it.

  7. Grazie mille, ho aperto i suoi link e,a una prima lettura, mi sembrano molto interessanti e anche in parte per me utilizzabili. Insegno storia in una terza elementare e stiamo proprio,in modo semplice, affrontando le fonti. Nella prima parte di quest’anno prevedo di accompagnare i bambini in una ricerca sulla vita ai tempi dei loro bisnonni (già iniziata l’anno scorso) con un occhio privilegiato al tempo della scuola dei bisnonni. Quindi …in tema..
    grazie ancora.

  8. davvero un buon lavoro che, oltre ad offrire indubbi e quanto mai attuali spunti di riflessione, si presta ad interessanti utilizzi didattici, visto il potere evocativo/educativo delle fonti iconografiche.

    • Grazie! Sono contenta che possa essere utile. All’interno di questo come di altri post, inoltre nella sezione Strumenti è possibile scaricare anche schede per esercitazioni che stimolino i ragazzi all’uso creativo delle fonti primarie audio-visive e fotografiche, collocandole nei loro contesti, nonché dispense per la comprensione del linguaggio delle immagini. Grazie ancora 🙂

      • Interessante l’argomento, anche se penso si dovrebbe fare qualcosa di concreto per tutti i bambini di oggi che non vanno a scuola. Non si parla solo di stranieri, quelli che vengono dall’Est dell’Europa hanno la frequenza scolastica come un bene interiorizzato, sono un’insegnante di scuola media ed ho insegnato al quartiere LABARO, dove quasi il 30% non è italiano, sono certa di quello che dico, parlo di bambini del sud Italia, che lavorano da quando hanno 5 anni. Vorrei richiamare l’attenzione anche sui giovani intorno ai trent’anni che non hanno la terza media, titolo necessario per accedere ad un concorso, la quinta elementare non è più valida per nessun impiego, fatta eccezione per quelli illeciti o dove esiste uno sfruttamento feroce. Cosa facciamo noi docenti per loro? Pensiamoci, alcuni sarebbero disposti a studiare almeno fino al raggiungimento di questo titolo, ma non sanno come fare, non conoscono l’esistenza delle scuole serali,che sono pochissime. Perché non creare una rete di docenti disposti, gratuitamente a dare il loro contributo e permettere a chi ha frequentato solo alcune classi delle elementari di sostenere l’esame di licenza media da privatista, ovviamente in scuole che se ne fanno carico, arrivando con una sufficiente preparazione?
        Io sono disponibile, anzi posso dire che nel mio quartiere, Montesacro di Roma, l’ho fatto con diversi ragazzi, una di loro si è addirittura diplomata, con ottimi voti.
        A disposizione per qualunque iniziativa.
        Mariella Di Camillo/ Insegnante ed artista esperta di fonti filmiche, come mezzo didattico.

  9. Trovo molto bello, interessante ed utile questo tuo lavoro. Ti ho mezzo risposto linked in, ma non immaginavo tanta risorsa! complimenti! Mi associo a Manuela Zani che ha già espresso ciò che penso
    Di nuovo complimenti francesca

  10. Trovo interessanti le immagini e le riflessioni, dovremmo investire piú energie su questi argomenti. La possibilità di aprire delle finestre per inoltrarsi nei percorsi di riflessione consente una flessibilità notevole cosí come sollecita le relazioni con altri ambiti del problema ed amplia il punto di vista permettendo di costruire un sapere condiviso attraverso gli spunti forniti. Le immagini e le proposte di lavoro reticolare sollecitano i differenti stili di apprendimento. Un saluto Carmela

  11. Pingback: La Carta dei bambini – The Children’s Charter, 1930 « visionandonellastoria

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