Percorsi degli studenti

In questa pagina troverete proposte e punti di vista degli studenti del Corso di laurea in Scienze Archivistiche e Librarie e della Scuola di specializzazione in Beni Archivistici e Librari dell’Università di Roma “La Sapienza”.

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Sabrina Zaghini, laureatasi nel gennaio 2014, conseguendo il Diploma di laurea in Beni archivistici e librari, ha svolto una tesi sul fotografo Adolfo Porry Pastorel (1888-1960). La scelta di svolgere una ricerca su una parte del patrimonio di immagini di Porry-Pastorel è stata motivata anche dal desiderio di fornire un tributo al fotoreporter considerato il “padre del fotogiornalismo italiano”, per lo più sconosciuto al pubblico. Attraverso le sue immagini, visionabili sul web, si potrebbero offrire agli studenti delle scuole di ordine e grado spunti e strumenti, nonché fonti primarie, importanti e bellissimi per ripercorrere la storia dell’Italia, dalla conclusione della Belle Epoque all’avvento del fascismo. Su questo sito Sabrina Zaghini ha pubblicato un articolo molto interessante, con allegate delle efficaci slide di sintesi relative alle sue ricerche di storia e conservazione della fotografia e in particolare sulle foto di Porry-Pastorel [ndr].

pastorel

PORRY_ PASTOREL, di Sabrina Zaghini, gennaio 2014

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Jlenia Belli del Corso di laurea in Scienze Archivistiche e Librarie propone, anche per uso didattico nelle scuole di ogni ordine e grado, la sua ricerca su Georges Méliès (Parigi, 1861-1938), con la possibilità, attraverso numerosi link a film on line, di mostrare agli studenti le sue opere. Vi stupirete dell’interesse e del divertimento che i film di Méliès potranno suscitare nei ragazzi di ogni età (bambini, adolescenti, giovani). Un ottimo percorso per avviare il racconto della storia del cinema nelle scuole, per iniziare a far comprendere il significato di messa in scena e il montaggio. Dopo la presentazione dell’autrice, in calce troverete la sua ricerca, allegata in pdf [n.d.r.].

TUTTI AL CINEMA!, di Jlenia Belli (dicembre 2013)

Questo contributo è dedicato a chi ama in particolare il cinema di fantascienza! Penso quindi soprattutto ai bambini e ai ragazzi. Il cinema può mostrarci l’impossibile e ci lascia sempre meravigliati di fronte alla magia degli effetti speciali! Prendiamo per esempio “Mary Poppins” (1964): fu il primo film in cui sequenze “reali”, con personaggi interpretati da attori autentici, si mescolano con l’animazione. Oppure “Guerre Stellari” (saga dal 1977): dove Lucas fu un pioniere per alcuni effetti speciali che fino agli anni Ottanta si credevano impossibili da realizzare. Poi venne realizzato “Tron” (1982) e apparve il mondo virtuale, quindi “Toy Story” (1995), il primo film d’animazione tridimensionale. Ma non dimentichiamo la trilogia de “Il Signore degli anelli” (primi anni 2000) e “Avatar” (2009), vere meraviglie della tecnologia cinematografica. Ma questi sono solo alcuni dei film rivoluzionari nel campo degli effetti speciali, diventati, a mano a mano, sempre più straordinari e spettacolari. Vi siete mai domandati come questi effetti vengano effettivamente realizzati? Io si! Per questo motivo trovo altrettanto interessante vedere, a proposito di ogni film distribuito in home video, su DVD, il making of, i bonus e gli extra, per conoscere il backstage dei film e, spesso, l’illustrazione di come siano stati realizzati gli effetti … racconti e visioni che mi hanno sempre sorpresa ed emozionata. Se siete anche voi curiosi e interessati, le domande nasceranno spontanee. Per esempio: chi fu il primo a realizzare i trucchi cinematografici? Chi fu il pioniere degli effetti speciali? E come venivano realizzati?

Ragazzi, vi presento George Méliès, nato nel 1861 e creatore di film fantastici, dal 1896 al 1912: quando il cinema degli albori era ancora un’avventura libera, in via di costante sperimentazione! Buona visione a tutti!

Georges Méliès, Le portrait mysterieux (1899)

Presentazione Méliès, 2013 (pdf)

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Mattia Pellecchia, della Scuola di specializzazione in beni archivistici e librari, propone un proprio punto di vista molto particolare sulla sua condizione di “Archivista post contemporaneo“. Il testo è allegato in calce e fa riferimento al Fondo audiovisivo USIS, che Mattia ha digitalizzato e valorizzato, sul quale ha realizzato uno studio appassionato, sfociato nella sua tesi di specializzazione. Su questo blog ha pubblicato un articolo dedicato a questa importantissima raccolta documentaria cinematografica,  L’ “Amico Americano”: il Fondo Cinematogratico USIS di Trieste.

Io archivista post-contemporaneo (gennaio 2014)

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