L’ “Amico Americano”: il Fondo Cinematogratico USIS di Trieste, di Mattia Pellecchia

1c6c813bb9d5494160041c1c4ee2fb70_XLIl fondo United States Information Service (USIS) di Trieste è un complesso  organico di 506 film, in parte realizzati come propaganda a sostegno dello European Recovery Program (ERP), più noto come piano Marshall. I film sono stati realizzati per lo più tra il 1948 e il 1953, e in parte – sempre per scopi di propaganda, didattici o informativi – prodotti o diffusi per conto degli Stati Uniti o dell’Italia, anche dopo l’arco cronologico indicato, con qualche pellicola di data anteriore.

Il recupero di questo importante fondo, di cui ho già avuto modo di scrivere più diffusamente su Il Mondo degli Archivi, si deve alla iniziale sensibilità archivistica di Ugo Cova, direttore dell’Archivio di Stato di Trieste, che, nel corso dei lavori della Commissione di sorveglianza sull’archivio del Commissariato del governo nella Regione Friuli-Venezia Giulia, ha soffermato la propria attenzione su un cospicuo numero di bobine cinematografiche, condizionate in contenitori metallici, risalenti al Governo militare alleato. Il 12 febbraio 1987 il Fondo USIS fu versato all’Archivio centrale dello Stato (ACS). Nel 1991, l’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (AAMOD) ha ricevuto l’incarico di esaminare i materiali, valutarne lo stato di conservazione e procedere al loro recupero, ricondizionamento e alla schedatura di tutti i film. Nel 2013 l’AAMOD, grazie a un accordo con l’ACS, sta ultimando la catalogazione del fondo sul database xDams, la digitalizzazione di tutti i film, visionabili on line al momento sul canale Youtube della Fondazione, in seguito anche su quello dell’ACS.

Nelle 674 bobine trovate a Trieste, alcune delle quali relative a vari esemplari dello stesso film, furono identificati 506 titoli di film, di cui:

– 20 riguardanti specificamente Trieste, prodotti in parte dall’Ufficio spettacolo, Servizi stampa e informazioni del Commissariato generale del governo e del territorio di Trieste – un esempio, Trieste e il suo porto:

– 7 documentari del ciclo <Panorami d’America. Serie di quadri>, prodotti dalla Sezione estero (i Servizi d’Oltremare) dell’OWI oppure dall’USIS, tutti relativi alla società americana (1)– un esempio, Il nord ovest degli Stati Uniti:

– 20 film di carattere strettamente didattico, prodotti dallo US Office of Education – Training film – un esempio I principi della refrigerazione;

– 60 prodotti nell’ambito del Piano Marshall (2) – un esempio, L’Europa in cammino:

– 8 film di contenuto anticomunista (3)  – un esempio, Ungheria eroica;

– 5 film didattici (4) – un esempio, Conservazione della terra e dell’acqua;

– 6 film della serie <Problemi e progressi della nuova Europa> / <Changing Face of Europe> (%) – un esempio, Uomini e macchine;

– 64 documentari prodotti per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri – un esempio, Ai margini della città:

– 11 documentari prodotti dalla RAI, di cui 11 della serie <Le inchieste del Telegiornale> (6) – un esempio, Sulla strada di Montefiascone;

– 2 numeri della <Settimana INCOM> (7) – un esempio, La settimana INCOM n. 2050.

Tra gli obiettivi fondamentali di questo lavoro di digitalizzazione dei film del Fondo USIS e di accesso e visione del materiale sul canale youtube AAMOD nelle tre playlist dedicate appositamente all’USIS (1 –; 2– ; 3): la maggiore diffusione tra il grande pubblico di internet e dei social network (anche dalla pagina facebook) e la migliore fruibilità e consultabilità di questo preziosissimo fondo per gli studiosi e ricercatori storici, nonché gli addetti al settore documentaristico e audiovisivo e soprattutto per il mondo della scuola, degli studenti universitari per lo studio della società contemporanea.

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1 Si tratta de Il villaggio, La città dell’acciaio, Per un domani migliore, La libertà di imparare, Il nord ovest degli Stati Uniti, La biblioteca del Congresso, Dietro i colonnati di Washington. Un riferimento a questi documentari è in R.D. MacCANN, The People’s Films. A Political History of U.S. Government Motion Pictures, New York, Hastings House Publishers, 1955, pp. 137-147. Questa serie era costituita da almeno 12 documentari.

2 Molti documentari sono conservati presso i National Archives statunitensi; ne esistono tre cataloghi, editi tra il 1951 e il 1954; l’ultimo è intitolato Catalogue of Information Films Produced in Europe for the Marshall Plan 1948-1953, by the Film Section, Information Division [of the] Special Representation [sic] in Europe.

3 Tutti prodotti negli anni 1956-1960: Una nazione in tormentoUngheria eroicaProfughiLa rivolta di una generazione, sulla lotta del popolo ungherese per liberarsi dal regime comunista e sull’occupazione delle forze militari sovietiche per reprimere la rivolta; Finalmente liberi, del 1956-57, che ha come protagonisti due ballerini ungheresi; La frontiera, incentrato sulla contrapposizione tra la vita in Cecoslovacchia e quella nella Germania occidentale; Verso la libertà, che racconta la fuga di uno studente dalla Cecoslovacchia fino agli Stati Uniti; infine un film a disegni animati, Uomini e polli, contro il totalitarismo del blocco orientale.

4 Si tratta de L’affilatura delle freseConservazione della terra e dell’acqua / Soil and Water ConservationLa diarrea bianca del pollameLa mungitrice meccanica / No hand strippingI nastri portanti.

5 Si tratta di Carbone bianco / Power for AllCase per tutti / Somewhere to LiveNostro pane quotidiano / Three Hundred Million MouthUomini e macchine / Men and MachinesVia libera / Clearing the LinesVivere sani / The Good Life.

6 Nel 1956 fu costituita nell’ambito della RAI la redazione DIDR (Documentari, inchieste, dibattiti, rubriche) e, in quello stesso anno, si recarono all’estero le prime troupes di giornalisti; nel 1958 furono realizzati in Italia e all’estero un centinaio di documentari, che non avevano carattere di reportages di viaggio, ma illustravano i fatti o problemi; cfr. RAI, RADIOTELEVISIONE ITALIANA, Dieci anni di televisione in Italia, Roma, ERI, 1964.

7 Su questo cfr. M.A. FRABOTTA, L’Italia e il mondo nella dimensione degli anni Cinquanta: i cinegiornali Incom, in L’Italia e la politica di potenza in Europa (1950-60), a cura di E. DI NOLFO, R.H. RAINERO, B. VIGEZZI, Settimo Milanese, Marzorati, 1992, pp. 371-389; La Settimana Incom. Cinegiornali e informazione negli anni Cinquanta, a cura di A. SAINATI, Torino, Lindau, 2001.

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6 thoughts on “L’ “Amico Americano”: il Fondo Cinematogratico USIS di Trieste, di Mattia Pellecchia

  1. Non pensavo che anche a Trieste vi fosse un “Fondo” statiunitense. Comunque io credo che in quel periodo l’Italia iniziasse purtroppo la sua china verso un paese a Sovranita’ limitata, in tutti i sensi: culturale innanzitutto, ma anche militare e appunto economico , che e’ proprio il caso del Piano Marshall. Il mondo era diviso in due blocchi e noi scegliemmo da che parte stare, perche’ Ahime’ una via “mediterranea” che ci legasse al mondo eurasiatico non c’era. A combattere l’egemonia staiunitense , almeno per quanto riguarda la via del petrolio, ci provo’ qualcuno. Ma mettersi contro le sette sorelle ( in gran parte statiunitensi) gli costo’ caro, diciamo quanto meno un ostracismo politico e culturale dato che l’incidente volontario e studiato ad arte non puo’ essere dimostrato al 100%.
    Comunque grazie per l’argomento postato.

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