Serge Gruzinski: immagini e storia globale

abbiamo-ancora-bisogno-della-storia-2449Sergio Luzzatto sul Sole 24 Ore dell’8 gennaio 2017 ha recensito il libro dello studioso, modernista (ma è riduttivo), Serge Gruzinski, Abbiamo ancora bisogno della storia? Il senso del passato nel mondo globalizzato, pubblicato nel settembre 2016 in Italia. La recensione è proposta a fine articolo.

La domanda è retorica anche se non priva di fondamento. In realtà è l’occasione per ribadire alcune importanti riflessioni di Gruzinski sull’importanza, e la necessità, di ripensare la storia non più in chiave nazionale, nemmeno europea e occidentale, ma globale. Sembra una semplificazione, ma si tratta di riflessioni di estrema efficacia e illuminanti, che lo studioso francese (nella cui storia famigliare, come ribadisce, si mescola il mondo…:) propone già da tempo e che il volume pubblicato nel 2016 in Italia diffonde. Il testo italiano è una traduzione del libro francese L’Histoire, pour quoi faire?, fayard, Paris 2015, che aveva stimolato la curiosità della sottoscritta e acquistato più di un anno fa. Peccato che l’editore italiano non riproduca la stessa fotografia del testo francese nella copertina del volume italiano: una immagine chiave, del fotografo e artista Kader Attia, scelta dall’autore per il testo francese, per il suo discorso sul passato letto come storia globale, ancor più del presente, e illuminante per comprendere il presente.

La recensione di Luzzatto risulta in verità piuttosto scarna, relativa, sembrerebbe, più a questioni tutte italiane, ma forse così concepita per limiti di spazio, risultando pubblicata insieme a quella di un altro testo, di Enrica Brichetto, Fare storia con gli EAS. A lezione di Mediterraneo, La Scuola-Morcelliana, Brescia, 2016.

Bella, articolata, ricca di spunti ulteriori sui temi affrontati da Gruzinski, è invece la recensione del volume francese, scritta da Arnaud EXBALIN, « Serge Gruzinski, L’histoire, pour quoi faire ? », Mélanges de la Casa de Velázquez [En ligne], 45-2 | 2015, mis en ligne le 15 novembre 2015, consulté le 15 janvier 2017. URL : http://mcv.revues.org/6698. Interessante tra l’altro la constatazione per cui il testo è un modello anche di égo-histoire: l’autore parte dalla sua storia e dalla sua esperienza quotidiana per affrontare nodi cruciali di storia della storiografia, del fare storia, della didattica della storia, della storia globale…

In una lunga e molto interessante videointervista sul web, Gruzinski, partendo anche in questo caso dalla sua vita umana e professionale, ripercorre quasi tutti i temi affrontati nel volume. Il video infatti è organizzato in quadri tematici. Colpisce subito il racconto delle sue scelte di vita a partire dalla scoperta del cinema brasiliano. Un documento davvero utilissimo anche dal punto di vista didattico, importante per la sua esperienza di insegnamento della storia in un istituto francese frequentato da molti immigrati, in cui oltre il cinema è utilizzato il teatro. L’intervista è a cura della professoressa Maria Matilde Benzoni (Dipartimento di scienze della mediazione linguistica e di studi interculturali – Università degli studi di Milano), ed è stata realizzata in occasione della Tavola rotonda “Storia, memoria, immaginari nel mondo globalizzato” svoltasi nel maggio 2015. I temi affrontati nella videointervista non seguono esattamente i capitoli dell’indice nei volumi citati, ma sono i medesimi, naturalmente in sintesi. La sottoscritta è rimasta particolarmente colpita soprattutto dalle questioni in cui le fonti di immagini diventano dirimenti per interpretare fenomeni del passato e odierni. Tra questi, solo per suggerire qualche suggestione, e non nell’ordine in cui sono trattati:

  • constatazione dei limiti dei modelli storiografici europei, che ignorano la ricchezza dei modelli storiografici di altri paesi e mondi;
  • l’immagine risultato di incontri e scontri di potere, non prodotto culturale, ma politico, dall’età moderna ad oggi;
  • ribaltamento dell’idea dell’influenza della storia occidentale sui paesi latino-americani, piuttosto il contrario dall’età moderna, con il comporsi del dominio di meticciati, attraverso una storia di produzione, appropriazione, trasformazione, esportazione di immagini/culto, fino ad oggi;
  • Europa nel Nuovo mondo e Nuovo mondo in Europa;
  • immagini non come rappresentazioni ma come presenze reali, cemento per le società, ed esportabili dall’età moderna ad oggi;
  • immagini come memoria collettiva condivisa in America e globalmente, ma non in Europa;
  • ruolo delle immagini per l’occidente fondamentale per la colonizzazione, ma differente per gli indios nel nuovo mondo per i quali diventano strumento di resistenza e riappropriazione per riaffermare il meticciato. Fenomeno presente anche oggi attraverso la televisione;
  • fondamentale e diverso il ruolo della televisione nella vita quotidiana per esempio in Messico e in Brasile, dove diventa presenza popolare, ma sofisticata, in una società dove le immagini sono tutto, con la constatazione di come non sia altrettanto radicata e in grado di realizzare prodotti sofisticati la televisione in occidente, in Europa in particolare;
  • ancora: storia non più  nazionale, europea, occidentale, ma globale. Nella scena internazionale attuale una storia che ha portato alla ribalta oggi, quali soggetti principali: la Cina, l’Occidente, l’America latina, l’Islam…

A seguire, in calce al bel ritratto fotografico di Gruzinski, il link alla sua videointervista. Buon ascolto…

Serge GruzinskiPhoto: Olivier Roller pour Télérama

Qui il link alla videointervista.

Infine, riportiamo la recensione – anzi, le recensioni – di Luzzatto, in una immagine della pagina del giornale, scaricata da Facebook e postata da un amico, che ringrazio, anche per la segnalazione dell’errata didascalia in calce alla fotografia pubblicata, che pare non corrisponda a una veduta di Creta, ma piuttosto a quella della costa calabrese.

 

 

 

 

 

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