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L’opera filmica, che “rivela” la vita e la storia, nell’arte di Peter Forgacs

 Definito “media artist”, Peter Forgacs, ancora poco conosciuto in Italia, è forse lo “storico-artista” e l’ “archeologo delle immagini” più importante del Novecento e di questo secolo.

Cosa è riuscito a raccontare con i film di famiglia? Le sue opere e le sue installazioni “si leggono”, ascoltano, vedono con il fiato sospeso, come una rivelazione continua.

Sul suo sito è possibile avere il quadro della sua attività, le schede relative a tutti i suoi lavori, leggere interviste e saggi e visionare alcuni brevi spezzoni di film. Sul canale Vimeo si possono visionare numerosi brani delle sue opere più celebri. Un’importante opera di diffusione e conoscenza della sua opera in Italia è svolta dall’Archivio nazionale del film di famiglia Home Movies a Bologna, diretto da Paolo Simoni.

Difficile reperire i film… Forse attraverso i contatti segnalati sul suo sito, oppure facendone richiesta all’ungherese Open Society Archives.

Abbiamo scelto il breve video, incredibilmente suggestivo e pieno di presagi, relativo all’opera “The Maelstrom – A family chronicle”, un filmato di 60 minuti, realizzato montando immagini amatoriali di una famiglia olandese ebrea, girate tra il 1938 e il 1942, durante il lasso di tempo che vede la nascita e la crescita del nazismo in Europa. Parallelamente alla storia dei Peeremboom – che si filmano fino al giorno in cui sono costretti a lasciare la loro casa confiscata dai tedeschi – il montaggio alterna le memorie filmiche di Seyss-Inquart, commissario nazista per i territori occupati olandesi.

In una interessante intervista on line di L. Marmiroli e V. Valentini troviamo una bella illustrazione sulle metodologie e il valore della ricerca:

Lo scopo di una ricerca – al di là degli obiettivi fondamentali – cambia ogni momento, e dipende dal lavoro stesso. All’inizio del mio lavoro, nel 1982-83 ho cominciato a raccogliere film e altri documenti familiari, e abbiamo intervistato i membri delle famiglie. Le informazioni dei proprietari dei film e delle foto erano importanti… E così siamo riusciti a raccogliere una bella quantità di materiale  prelevato direttamente presso le famiglie. (I.E. The private history of Hungary 1925-1980). Abbiamo raccolto tutto quello che le famiglie o i proprietari dei film offrivano: diarii, memorie, oltre a documenti storici collegati ai film. Nel 1993-94 ho realizzato Meanwhile Somewhere (Intanto da qualche parte), la terza parte di una co-produzione internazionale di un documentario televisivo (serie An Unknown War I.-V.) ed è stata una grande lezione di metodologia della ricerca. Ho imparato a usare diverse strategie e metodi di ricerca, a utilizzare media diversi, il materiale scritto (privato o pubblico), i fotogrammi (privati o pubblici), le immagini in movimento (private o pubbliche), quelle che si collegavano con il dato progetto cinematografico. Da allora in poi mi sono concentrato per ottenere una qualità specifica di ricerca, necessaria nella preparazione di ogni progetto. Se uno scrittore decide di scrivere di alberi, deve camminare in un bosco e studiarlo: io faccio lo stesso al momento di gettare le fondamenta dei miei film. Anche la ricerca è un processo molto interessante: si tratta di conoscere come cambiano gli esseri umani, le memorie, le culture, la poesia privata e come gli eventi casuali hanno luogo in questo universo di narrazioni parallele…

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