La prima domenica di pace, Milano 29 aprile 1945

Segnalo questa interessante documentazione di un fotoamatore, Luigi Ferrario di Milano, che, dopo i combattimenti nella sua città, per la liberazione, durati dal 25 aprile alla sera del 28 aprile, esce di casa la mattina di domenica 29 aprile, “la prima domenica di pace”, con la sua macchina fotografica e un rullino di 36 pose, 35 mm.

Corso Monforte nei pressi del Palazzo del Governo sede della Prefettura, colonna di carri armati Sherman dell'esercito americano sommersi dalla folla in festa

Corso Monforte nei pressi del Palazzo del Governo sede della Prefettura, colonna di carri armati Sherman dell’esercito americano sommersi dalla folla in festa

Sul portale LombardiaBeniCulturali, è possibile seguire questo inedito e particolare “fotoracconto” del reale (o forse surreale), dopo il recupero di 34 (delle 36 fotografie) del rullino giunto fino ad oggi. Il recupero e la descrizione di questa risorsa sono a cura di Enzo Minervini.

Nella breve descrizione dei soggetti di questa “partizione” del fondo si legge: “Soggetti: esposizione dei corpi di Mussolini, Pavolini e altri gerarchi fascisti in Piazzale Loreto, sfilata di partigiani in Piazza San Babila, collaborazioniste rasate a zero nei chiostri di via Lazzaretto, carri armati della Prima Divisione Corazzata dell’esercito degli Stati Uniti davanti al Palazzo del Governo in corso Monforte.”

Via San Gregorio, nel chiostro del Lazzaretto, tre donne accusate di collaborazionismo rasate a zero e sorvegliate da un partigiano armato di moschetto.

Via San Gregorio, nel chiostro del Lazzaretto, tre donne accusate di collaborazionismo rasate a zero e sorvegliate da un partigiano armato di moschetto.

Molto interessante la presentazione del contesto storico e dell’autore di queste immagini, che, come viene spiegato, probabilmente, considerando le luci e le ombre, sono state scattate nell’arco della mattina di domenica, tra le 9.30 e le 13.

Corso Monforte, ritratto di giovane donna con bicicletta

Corso Monforte, ritratto di giovane donna con bicicletta

Si consiglia, per un lavoro con gli studenti di partire proprio dalla presentazione che illustra bene il succedersi degli aventi documentati dal fotografo. E’ però possibile vedere le immagini in sequenza con le sole didascalie, fino a quelle impressionanti di Mussolini e altri gerarchi impiccati a piazzale Loreto (un punto di vista diverso da quello a cui siamo abituati con le immagini “ufficiali”). Viene anche fornita la mappa del percorso a piedi che scandisce le tappe “fotografiche” e quindi gli eventi “visti” da Ferrario. Inoltre ogni immagine è corredata di scheda analitica. Molto interessante anche la nota tecnica, relativa alla pellicola e al Fondo Ferrario, che descrive gli interventi conservativi effettuati e il successivo trattamento con le operazioni di digitalizzazione.

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Naturalmente, grazie alla presentazione segnalata della sequenza delle immagini e con un lavoro di lettura, aiutandosi con altri strumenti, quale la scheda_analisi_fonti_fotografiche (vedi nella sezione Didattica e strumenti), ben altro si potrà ricostruire, conoscere, interpretare, accompagnando gli studenti a riflettere :).

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12 thoughts on “La prima domenica di pace, Milano 29 aprile 1945

  1. TRovato! preziosa documentazione struggente e densa di significato. Come la memoria ci può aiutare a migliorare il presente e il futuro! Grazie per questo tuffo nel passato spontaneo ed emozionante. Grazie per un lavoro, il tuo, prezioso

  2. Viste le immagini sinceramente non credo furono giorni di pace. Furono giorni in cui furono fatte cose terribili, anche a persone che nulla avevano fatto di male. il 30 aprile Lombardi, socialista del CLN diramo’ un comunicato per cercare di far cessare inutili violenze che avevano causato nella sola Milano diverse centinaia di vittime innocenti.

  3. Ringrazio molto Letizia per il suo apprezzamento e anche il sottoscritto spera in un approfondimento storico su quei giorni. IL comunicato di Lombardi credo sia reperibile, Esistono comunque fonti attendibili che possono confermarlo, anche storici rigorosi e che si documentano possono confermare. Studiosi cosi’ esistono ancora, anche se purtroppo la faziosita’ e la totale cecita’ di taluni vorebbe eliminare lo studio e l’analisi di certi fatti accaduti o fortemente sminuirne l’importanza.. Ora sono passati quasi ottant’anni, serve solo la verita’ e la Giustizia. Non si chiede altro.
    Ancora Grazie per il suo commento che spero possa lasciare spazi per una verita’ finora ingiustamente nascosta.

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