La “ricostruzione della politica” attraverso le fonti audiovisive? Un progetto di public politics history

L’Italia democristiana: immagini e storia. Narrare il paese attraverso il patrimonio audio-visivo dell’Istituto Luigi Sturzo è un progetto avviato alla fine del 2015, che si svolgerà nel 2016. Primo appuntamento il 21 gennaio 2016.

L’Istituto Luigi Sturzo è tra i più importanti istituti culturali nazionali, e non solo; è un ente morale con un patrimonio molto vasto che comprende archivi cartacei, fotografici, cinematografici, oltre una ricca biblioteca di storia contemporanea e scienze sociali. Inaugurato nel 1951 è stato intitolato a Luigi Sturzo, fondatore nel 1919 del Partito Popolare Italiano e tra gli artefici del primo movimento democratico cristiano, ricostruito come partito politico, la Democrazia Cristiana, dopo la seconda guerra mondiale, nel 1946.

L’attuale progetto, rivolto a studiosi, ma soprattutto a insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, agli studenti universitari e agli storici non accademici, nonché ai giovani politici, per la prima volta si pone l’obiettivo, dopo un decennio di attività volte al recupero anche delle collezioni audiovisive, di valorizzare queste ultime attraverso una serie di iniziative didattiche e scientifiche, divulgative e formative al tempo stesso, con un primo obiettivo: quello di raccontare le tappe e gli eventi della storia del nostro paese con l’ausilio anche delle fonti filmiche dell’Istituto, prodotte dalla Democrazia Cristiana – Ufficio cinema, dal Servizio Propaganda e Stampa (SPES) e dai Comitati civici. Un patrimonio in buona parte inedito, poco o affatto utilizzato, nonostante numerose risorse siano disponibili on line da tempo.

Un precedente progetto, precursore dell’attuale, aveva consentito per la prima volta in Italia di avviare una riflessione sul cinema di non fiction di propaganda dei principali partiti della Prima Repubblica, fino al 1975, in particolare della Democrazia Cristiana e del Partito Comunista Italiano: Cinema di propaganda. La comunicazione politica attraverso il cinema. 1946-1975.

Manifesti di propaganda della SPES, 1948

Manifesti di propaganda della SPES

Adesso l’Istituto ha deciso di rendere fruibili numerosi altri documenti filmici, attraverso il loro uso in lezioni tenute da studiosi, giornalisti, docenti universitari, e attravero pubblicazioni multimediali, organizzate in percorsi tematici oltre che cronologici, fruibili sul sito www.cinemadc.com (in sviluppo e incremento).

Se risulta molto vasta la letteratura e se sono davvero numerosi e altrettanto noti i progetti e gli studi sul cinema di propaganda dalla Prima Guerra mondiale al Fascismo, certamente non è semplice – senza dimenticare alcuni contributi di Giovanni De Luna, Ermanno Taviani, Vanessa Roghi ed Enrico Menduni – una storia dei partiti politici e della politica fino agli anni ottanta del Novecento, attraverso le fonti di comunicazione e propaganda, audiovisive in particolare, allora non ibride come oggi, intrecciate ad altre fonti e allo studio dei meccanismi di diffusione, oltre che produzione, nonché alle riflessioni delle recenti posizioni storiografiche. Ma è quanto intende realizzare questo progetto, appena avviato.

Giovedì, 21 gennaio, dalle 15.30, presso l’Istituto, si svolgerà il primo incontro sul tema della nascita delle istituzioni repubblicane nel secondo dopoguerra, a partire da una riflessione sul film: La lotta per la democrazia continua, del 1956, produzione Democrazia Cristiana – SPES, durata 10′

Ci domandiamo fin d’ora quali possano essere, e se ci saranno, sviluppi anche didattici, nonché alcuni risvolti sociali del progetto, per esempio nel mondo della scuola. La storia dei partiti politici italiani, nella seconda metà del Novecento, è legata a quella europea, agli organismi internazionali, alla storia degli Stati Uniti, ma anche alla storia di altri continenti, pensando agli istituti economici e culturali che hanno operato e che operano in tutto il mondo, e al coinvolgimento del paese nel periodo e nelle lotte della e per la decolonizzazione dei paesi “in via di sviluppo”, nonché nel successivo “fenomeno” del neocolonialismo tuttora in corso, con conseguenze oggi sempre più drammatiche. Sviluppi di studio delle fonti audiovisive anche in un’ottica di global history? Sarebbe davvero auspicabile!

Le fonti audiovisive, come ormai noto, sono documenti preziosi e insostituibili per comunicare e far conoscere ai ragazzi, formandoli precedentemente all’analisi dei loro codici, non solo storie di organizzazioni, movimenti, uomini e donne a loro poco o affatto noti, se non distanti anni luce dalla loro esperienza, nonostante possano riguardare proprio i loro nonni e bisnonni, ma anche le storie “globali” odierne, le cui radici sono rintracciabili nell’organizzazione politica, sociale ed economica, nella propaganda e nella comunicazione secondo i modelli occidentali, nonché nella costruzione degli immaginari delle famiglie italiane, ed europee, dal secondo dopoguerra in poi, in parte esportati e rielaborati in altre società e comunità, le cui rappresentazioni ed eredità “sincretiche”, “nonostante tutto”, sono sempre più evidenti oggi.

biciclettacoppia

Sarebbe dunque interessante se l’Istituto Sturzo cogliesse questa occasione per avviare anche una sfida, in epoca di rimozioni e di rifiuti della politica e delle politiche: quella di coinvolgere il mondo della scuola in una vasta operazione di public politics history che abbia l’obiettivo, attraverso campagne di raccolta di testimonianze, di documenti, di narrazioni, nell’ambito delle reti famigliari degli studenti, per “fare i conti” con storie di militanze, di appartenenze, di adesioni, di rifiuti, di protesta, di partecipazione, di voto, di visioni ideologiche, di convinzioni, di morale e di costume, di religiosità e di impegno civile laico, di conflitti, per ricostruire “dal basso” e “dal vissuto privato” storie e memorie della politica italiana forse diverse ed inedite. Un’operazione di tipo laboratoriale, con l’obiettivo di prendere le giuste distanze, senza ignorarla, dalla storia raccontata nei manuali scolastici, ancora soprattutto “nazionalecentrica”, come con forza più volte ribadito da Pierre Sorlin, redatta spesso attraverso una cronologia di eventi che continua a vedere le personalità di spicco dei partiti politici e delle istituzioni statali e governative gli indiscussi protagonisti della politica, i principali “attori” sulla scena politica del nostro paese… lasciando invisibili tutti gli altri soggetti, nonostante le stagioni dei movimenti.

Senza anticipare altro, il progetto attuale dell’Istituto Sturzo probabilmente, auspicabilmente, andrà in questa direzione nei suoi sviluppi futuri. E la sottoscritta è e sarà davvero lieta di collaborarvi 🙂 e di tornare a scrivere e a segnalare in merito…

A seguire la locandina dei primi sei incontri.

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