Conservazione e Uso delle fonti filmiche. Il punto di vista di Boleslaw Matuszeski – Conservation and use of audiovisual sources. The Boleslaw Matuszeski point of view

Un'immagine del film 18961898… La “fotografia animata” potrebbe “divenire uno strumento molto efficace per chi insegna. Quante generiche descrizioni sarebbero risparmiate nei libri per la gioventù il giorno che in classe si mostrasse come realmente si sono svolti i lavori di  un’assemblea legislativa, l’incontro dei capi di Stato dopo che hanno firmato un accordo, la partenza delle truppe o di una squadra navale, e persino il volto mutevole delle città.  E tuttavia dovrà passare qualche tempo prima che si possa ricorrere a questo sussidio per l’insegnamento della storia. Bisognerà, infatti, dapprima immagazzinarne i dati pittoreschi ed esterni, e poi esporne i significati storici agli occhi di quanti non ne saranno stati testimoni…“, Boleslaw Matuszewski, Una Nuova Fonte della Storia (Creazione di un deposito di cinematografia storica), tratto da Giovanni Grazzini, La memoria negli occhi. Boleslaw Matuszewski: un pioniere del cinema, edito da Carocci, 1999, Appendici, p. 64, traduzione di G. Grazzini, condotta sul testo datato marzo 1898. Il libro è acquistabile su Amazon e su Libreria Universitaria.

matuszewskiSi tratta dell’unico volume pubblicato in Italia, a cura di G. Grazzini, che contiene gli articoli di questo incredibile personaggio che prima degli storici contemporaneisti, prima degli educatori, prima degli archivisti, dei conservatori delle cineteche, prima dei giornalisti foto e cinereporter, quindi televisivi, aveva capito l’importanza delle fonti filmiche per la Storia (e non solo), del loro uso didattico, e dunque l’importanza della loro conservazione. Per primo, a tre anni dalla nascita del cinema, aveva segnalato l’importanza degli istituti di conservazione pubblici di questi documenti, l’accesso ad essi, la necessità del deposito legale, la loro valorizzazione. Un pioniere non solo del cinema quindi (operatore cinematografico e prima fotografo). Sottolineò anche l’importanza di una professione quale quella del cinereporter. Un pioniere anche nell’avviare per primo una riflessione e un dibattito sulle metodologie di analisi delle fonti filmiche quali documenti storici.

Dimenticato… sconosciuto, per lo più, a storici, conservatori, insegnanti, archivisti, registi, fino a pochi anni fa. La lettura del libro di Grazzini e soprattutto dei testi di Matuszewski è coinvolgente e impressionante, riga dopo riga non fa che aumentare lo stupore in merito alle sue geniali considerazioni e argomentazioni.

Ma non da tutti dimenticato. Nei suoi interventi, lezioni, saggi, Ansano Giannarelli, regista e intellettuale, presidente per tanti anni dell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, lo ha sempre e ripetutamente ricordato e fatto conoscere (anche alla sottoscritta). Grazie Ansano!

Segnalo infine un altro importante studio sulla figura di Matuszewski, in francesce, di Magdalena Mazaraki, Boleslaw Matuszewski :photographe et opérateur de cinéma, “1895. Review de l’association francaise de recherche sur l’histoire du cinéma“, 44/2004, pp. 47-65.

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