20 anni senza Gian Maria: “A ciascuno il suo” (1973) di E. Petri – Film completo

Letizia Cortini:

Grande… grazie a Rive Gauche!

Originally posted on Rive Gauche - ArteCinema:

(per vedere l’intero film cliccare sull’immagine)

(marino demata) Può sembrare veramente strana la nostra personale convinzione che, di fronte a tanti titoli più celebrati e tanti film anche più belli del medesimo periodo, “A ciascuno il suo” rappresenti, a nostro modo di vedere, uno snodo fondamenta nella storia del cinema italiano. Vediamo perché, per quali ragioni.
1) Il film è del 1967 e con esso si apre direi ufficialmente la stagione dei film di denunzia sociale e politica. Si formerà ben pesto un vero e proprio genere cinematografico, fenomeno tutto italiano, che vedrà il fiorire di autentici capolavori.
2) Questo film rappresenta una sterzata significativa nella carriera aristica del regista Elio Petri, che fino a quel momento aveva girato solo film piuttosto disimpegnati, anche se a volte significativi, come “La decima vittima”, “Il maestro di Vigevano” e soprattutto il crudo “I giorni contati”. Da questo momento in poi la carriera…

View original 984 altre parole

Te la racconto io la storia

Tag

, , , , , , ,

CasablancaTRA PROGETTI ED ESPERIENZE LA STORIA RACCONTATA

CON L’OCCHIO AUDIO-VISIVO

L’Archivio Luce Cinecittà, in collaborazione con:

Istituto per la storia del Risorgimento italiano – Museo Centrale del Risorgimento; Fondazione Dalmine; Istituto Alcide Cervi; IRSIFAR – Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza; Museo nazionale scienza e tecnologia Leonardo da Vinci, organizza un convegno dedicato all’uso didattico delle fonti audiovisive per l’insegnamento della storia, nonché per altre finalità (divulgazione scientifica).

Roma, Museo del Vittoriano (Ala Brasini), mercoledì 10 dicembre 2014

Programma

Ore 9.30 – saluti – Enrico Bufalini Direttore Archivio Storico Luce

Ia sessione – I progetti didattici con le fonti audio-visive

Coordina: Letizia Cortini – docente a contratto, Scuola di specializzazione in beni archivistici e librari, Università degli studi di Roma “La Sapienza”

10:00 -10:20 Letizia Cortini – Le fonti audiovisive per la didattica. Una panoramica delle risorse on line. Archivi, progetti, esperienze in Italia

10:20- 10:40 Marco Pizzo – Modi di lettura dei materiali fotografici in maniera narrativa e ipertestualeIstituto per la Storia del Risorgimento Italiano

[Risorgimento e fotografia, video lezione di Marco Pizzo, Treccanti.it, WebTV]

10:40 – 11:00 Irma Staderini – Shoah a scuola: percorsi con le fonti audiovisive – Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza

11:00 – 11:30 coffee break

11:30 – 11:50 Gabriella Gotti – Il progetto Memorieincammino.it: una piattaforma multimendiale di fonti documentarie ed orali – Istituto Alcide Cervi

Moni Ovadia il testimonial di Memorieincammino.it. Videotestimonianza

11:50 – 12:10 Manuel Tonolini – 3|19 Fondazione Dalmine per le scuole. L’uso delle fonti d’archivio d’impresa nelle attività didatticheFondazione Dalmine

12:10 -12:30 Simona Casonato – Gli audiovisivi in un museo scientifico tra produzione ed esposizioneMuseo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci Milano

IIA sessione – Esperienze

12:30 – 12:40 Patrizia Cacciani Breve presentazione delle esperienze

12:40 – 13:00 Laura Correale, Gabriella Testini e Pietro Foglietti Liceo Classico statale Giulio Cesare

Fare teatro con il professor Dini. Gli Ottanta anni de “Il Giulio

Rami spogli, P. Foglietti, cortometraggio vincitore del concorso per gli 80 anni del Liceo.

13:00 – 13:20 Maria Antonietta Rizzo Centro di documentazione e ricerca sull’archeologia dell’Africa settentrionale “Antonino Di Vita” di Macerata

Storie dalla sabbia. La Libia di Antonino Di Vita

Proiezione film

Le fonti audiovisive per raccontare la storia del lavoro

Tag

, , , ,

invito-convegno-cgil-aamod-acs_webSi svolgerà a Roma, giovedì 6 novembre 2014 il seminario Le fonti audiovisive raccontano e scoprono la storia sindacale. Documenti filmici inediti dagli archivi della Cgil, dellAcs, dellAamod.

L’Archivio nazionale della CGIL e l’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, in collaborazione con l’Università Roma Tre – Dipartimento di Scienze della Formazione e l’Archivio Centrale dello Stato, hanno organizzato questo incontro dedicato alla valorizzazione delle fonti cinematografiche inedite, sulla storia sindacale. L’iniziativa, oltre a ribadire l’importanza e l’insostituibilità dei documenti audiovisivi nella narrazione della storia contemporanea, affronterà gli aspetti relativi alla conservazione, al trattamento archivistico e all’uso di tali giacimenti documentari. In particolare ci si soffermerà sulla necessità di costituire una rete attiva tra soggetti e istituzioni culturali che gestiscono patrimoni audiovisivi “speciali”, quali quelli relativi alla storia del lavoro e dei lavoratori, ancora troppo poco valorizzati, al fine di condividere le risorse, purtroppo sempre più scarse, nonché iniziative, attività di salvaguardia e promozione, politiche culturali e buone pratiche. Agli interventi in programma seguirà la proiezione di alcuni documenti inediti, le cui “forme” specifiche, nonché le provenienze, verranno illustrate e contestualizzate. Verranno proposti film di documentazione, amatoriali, non finiti, oltre a brani di documenti finiti.

L’intento vorrà essere anche quello di tornare a sensibilizzare, nel protrarsi di una crisi tutt’altro che conclusa, il mondo delle istituzioni, quello accademico, della scuola, dell’associazionismo a non scoraggiarsi e a continuare a tutelare un patrimonio di valori, a cominciare da quelli della democrazia e della pace, che le fonti audiovisive, sebbene di militanza, riescono ad esprimere e a trasmettere, forse con più efficacia rispetto ad altre tipologie documentarie.

Questo il programma:

Ore 14.30 Saluti e introduzione

Ugo Adilardi – Presidente dell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico

Agostino Attanasio – Sovrintendente dell’Archivio Centrale dello Stato

Nino Baseotto Cgil – Segreteria Nazionale

Mauro Tosti Croce – Soprintendente archivistico per il Lazio

Ore 15.00  Interventi

Carlo Felice Casula

I documenti audiovisivi: fonti indispensabili per la storia sindacale e dei movimenti

Paola Scarnati

L’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico e il rapporto con la Cgil. Un percorso e una memoria condivisi

Ilaria Romeo

Ritrovamenti e scoperte negli archivi della CGIL: l’importanza della rete tra istituti

Letizia Cortini – Claudio Olivieri

Il trattamento dei documenti audiovisivi di fonte sindacale all’Aamod

Ore 18.00  Proiezione film inediti

  1. Di Vittorio alla Camera del Lavoro di Pavia e l’abbraccio con D’Aragona, 1953,

film amatoriale, dall’Archivio nazionale della Cgil, 11’.

  1. 42-gi dzien Walki, servizio di un cinegiornale polacco, Ze Swiata, sul 42° giorno di occupazione di un cantiere navale di Genova, 1948, dall’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, 2’, muto.
  1. L’occupazione della terra a Cirò Marina (Crotone) organizzata dalla Federbraccianti CGIL il 30 maggio 1975, dall’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, 12’, non finito.
  1. Primo Maggio 1952 a Roma, di Glauco Pellegrini, dall’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, 10’, non finito.
  1. Intervista a un sindacalista sulla crisi delle miniere in Sardegna, estratto dal film (inedito) L’isola lontana, Aldo Serio, 1970, Fondo Cassa per il Mezzogiorno, dall’Archivio Centrale dello Stato, 5’.
  1. Azienda agraria dell’Istituto Michele Di Sangro (Puglia), estratto: intervista a due sindacalisti, estratto dal film (inedito) La fame di terre, Fernando Cerchio, 1970, Fondo Cassa per il Mezzogiorno, dall’Archivio Centrale dello Stato, 6’.

Nel corso dell’incontro e prima delle proiezioni verranno distribuiti materiali documentari e didattici a stampa. Alcuni sono qui allegati, in pdf, in calce.

Il seminario è a ingresso libero. E’ gradita una e-mail per confermare la propria partecipazione: info@aamod.it.

Primo_Maggio_1952_Roma_scheda

Occupazione_terre_Reggio_Calabria_1975_scheda

Le scuole di quattro comuni raccontano “La memoria della II guerra mondiale nel Lazio”, anche con l’uso delle fonti audiovisive

Tag

, , , , ,

inglesi_americani1944Italia

Truppe britanniche e Rangers americani si incontrano sulla strada di Anzio-Roma, 23 gen 1944, dagli archivi dell’Imperial War Museum

A cura e con il coordinamento del Prof. Donato Maraffino, docente di Storia e Filosofia, i Comuni di Priverno, Prossedi, Roccasecca dei Volsci e Sonnino hanno vinto un bando della Regione Lazio per la realizzazione di percorsi nella Memoria diffusa della storia delle comunità locali. A 70 anni dalla “liberazione” in queste zone, il tema è quello della memoria della II guerra mondiale, che qui ha, come noto, una specificità che distingue il vissuto delle popolazioni di questi luoghi da quello delle comunità del centro-nord d’Italia. Memorie locali divise e diverse dalla memoria ufficiale, che riemergeranno grazie a questo progetto della durata di quasi un anno.

Il progetto ha avuto inizio con una serie di incontri seminariali per insegnanti, di approfondimento delle tendenze storiografiche nonché sull’uso delle fonti audiovisive, orali, antropologiche. Alleghiamo il programma di ottobre 2014:

Priverno_Incontri_Ottobre_2014

La sottoscritta ha tenuto una delle prime lezioni sull’uso delle fonti audiovisive, orali, fotografiche, rinviando in conclusione, al percorso per insegnanti pubblicato (e recentemente aggiornato) su questo sito: Metodologie per l’uso delle fonti audiovisive nelle scuole e all’università, inoltre al volume Le fonti audiovisive per la storia e la didattica.

Come recita il “prologo” del progetto, a cura del Prof. Maraffino:

Ricordare gli eventi e i fenomeni della Seconda Guerra Mondiale non è ritualità. Vi sono fatti nella storia che per la quantità dei cambiamenti impressi alla società e la profondità delle modifiche economiche, sociali, politiche e della mentalità collettiva e individuale, fanno sentire le loro onde d’urto ben oltre i decenni che li seguono. Inoltre, la profondità di quegli stessi eventi lasciano segni (valutabili diversamente) che permangono anche con i passaggi delle nuove generazioni. E’ così a tutti evidente che il tramonto del secolo ideologico, non ha segnato la fine della funzione della storia e della memoria, perché il fine di creare una democrazia forte ha bisogno di una memoria piegata non agli usi politici o ideologici, ma esclusivamente alle valutazioni critiche, fondate sugli eventi e sulla necessità della continua reinterpretazione. In questo contesto, il processo di appropriazione della memoria subisce un andamento particolare: quegli eventi interpretati da vicino con le lenti dei contrasti ideologici e politici, con il tempo si depurano portando alla luce nuove letture, inattesi dati o addirittura fenomeni e storie mai analizzati come è avvenuto nella storiografia europea e italiana circa la seconda guerra mondiale, le cui ricerche negli ultimi 30 anni stanno portando alla luce nuovi eventi e fenomeni per nulla o parzialmente analizzati dalla storia politica o militare. In questo scenario si inserisce la finalità progettuale della proposta: appronfondire la peculiarità del vissuto delle popolazioni locali nel territorio lepino attraversato dalla guerra secondo tre modalità:

  1. la violenza dei fronti i guerra e la ricaduta dei fenomeni bellici (1940-1944) sulle comunità nel determinare una difficile situazione sociale economica e la crisi delle famiglie per la leva militare obbligatoria, la crisi dell’esercito sui fronti extra europei, il decesso o la prigionia;

  2. il vissuto diretto degli eventi della linea Gustav e lo spostamento del fronte militare dal sud pontino ai Monti Lepini, alla pianura bonificata e a Littoria (1943-1944) attraverso la sofferenza per i bombardamenti, la crisi dell’esercito italiano, la fine del fascismo e l’attraversamento degli eserciti alleati con la scia di fenomeni poco analizzati dalla storiografia generale: la memorialistica “minore”, la violenza sui civili (stragi nazifasciste) e sulle donne.

  3. L’inizio della rinascita democratica dall’estate del 1944 e la ricostruzione e il lascito di distruzione materiale e di crisi politica nella ineludibile nuova e contraddittoria realtà della provincia di Littoria-Latina….”

Metodologie per l’uso delle fonti audiovisive nelle scuole e all’università

Letizia Cortini:

Lo ripropongo, aggiornato.

Originally posted on visionidallastoria:

Teenage girls at the Adass Yisroel Schule, a gender-segregated religious school for Jews living in Germany, Siegmundshof, Tiergarten, Berlin, 1938

Roman Vishniac , Teenage girls at the Adass Yisroel Schule, a gender-segregated religious school for Jews living in Germany, Siegmundshof, Tiergarten, Berlin, 1938

PREMESSA: il percorso che segue è un work in progress della sottoscritta, che auspica un confronto su quanto proposto con insegnanti, docenti, studenti che vorranno suggerire modifiche, integrazioni, nonché comunicare feedback sulla sperimentazione di tali strumenti.

In questo percorso non ho volutamente fatto riferimento alla differenza tra fonti filmiche e fotografiche fruibili su carta stampata (libri, o stampe fotografiche, cinema o televisione), piuttosto che sul web, analogiche e in seguito digitalizzate, oppure digital born … Si tratta dunque di prestare attenzione anche a questi aspetti di contesto, aiutando gli studenti sin da subito a verificare quanto meno l’ambiente di “prima” fruizione e il supporto delle immagini che osservano. Le riflessioni in merito a tali questioni dovranno essere approfondite. Sarebbe opportuno, in una fase successiva, riuscire a coinvolgere…

View original 975 altre parole

LA CRISI DEGLI ASINI

Letizia Cortini:

Condivido!

Originally posted on ripullulailfrangente:

Ricevo e replico volentieri.

LA CRISI DEGLI ASINI

Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio.
In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto.
I contadini erano effettivamente un po’ sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua.
L’uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali.
Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio.
Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio.

Il giorno dopo, affidò al suo socio il gregge che aveva…

View original 433 altre parole

Una necessità

Tag

, , ,

Nei post precedenti ho pubblicato delle immagini senza presentazione o spiegazione e le ho taggate #darksidemoonproject. Cercando di non essere didascalica, sento il bisogno di raccontare come sia nata questa necessità. Intanto, a partire dalla constatazione che alcune fonti di immagini, anche le più “insolite” apparentemente, possano essere riutilizzate per raccontare, scoprire, intuire, accostarsi alla storia in modo diverso, per narrare quindi altro rispetto a quello che esse abbiano voluto mostrare, nelle intenzioni sia di chi le abbia prodotte, sia di chi le abbia distribuite, sia di chi le abbia fruite, quando furono realizzate e pubblicate. Non solo …

germania4

Si tratta di immagini del 1933 e del 1934 trovate su una pubblicazione tedesca di architettura, d’interni in particolare, nonché di decorazione e di arredo di ville, appartamenti, ma anche di negozi e alberghi celebri allora, in qualche caso di chiese e di sale di istituzioni pubbliche in varie città e località, tedesche soprattutto, ma anche austriache, ceche, ungheresi, perfino italiane. Sono gli anni dell’affermazione del nazismo. Quando ho sfogliato questi volumi sono rimasta molto impressionata, colpita nell’animo innanzitutto. Dal punto di vista della sensibilità storico-artistica, forse la più sottile, la prima emozione che ho provato è stata di paura, quindi di dolore misto a meraviglia. Il vuoto delle stanze, delle sedie, dei tavoli, dei divani, dei letti… mi ha fatto immediatamente associare l’assenza delle persone (ovvia spesso nelle foto sulle riviste di interior design, a meno che non si tratti di testimonial) all’assenza del “soggetto” uomo, ovvero a quello che presto si sarebbe rivelato come l’annientamento totale dell’essere umano da parte umana, con il silenzio spaventoso che ne è seguito, un silenzio “assordante”, che queste immagini mi hanno evocato prepotentemente. Ho immaginato le persone che avrebbero potuto popolare quelle case, quelle stanze, sedersi ai tavoli, andare a dormire su quei letti, conversare in quei salotti… in quegli anni.  Ho pensato agli architetti, alcuni importantissimi, della Bauhaus, che proprio nel 1933 ha chiuso la sede di Berlino… ho cercato i loro nomi… alcuni ebrei sono migrati all’estero proprio in quegli anni o nei successivi, altri sono morti nei campi di concentramento, altri, nazisti, sono sopravvissuti e hanno continuato a lavorare in Europa nel dopoguerra. Mi sono chiesta quante di quelle abitazioni, di quegli oggetti e arredi siano scampati alla distruzione e quante delle persone che vi hanno abitato siano sopravvissute.

spielmann2Ho avvertito il paradosso e l’orrore nel pensare a come l’architettura (non quella di propaganda), ovvero il costruire, progettare, realizzare case, edifici e ambienti  per la vita quotidiana delle persone (certamente ricche in tal caso), proprio negli anni in cui ha espresso uno dei più importanti movimenti artistici della storia mondiale, sia stata anch’essa travolta dalle forze più distruttive della storia dell’umanità.

germania1

Mi si è aperto così un mondo di interrogativi, accanto al bisogno di esplorare, di avvicinare, senza rimuovere o fuggire, l’incomprensibile, che neanche la storia può spiegare, ma che forse si può tentare di raccontare anche con le immagini, attraverso insoliti percorsi. Le immagini possono sempre fornire nuovi spunti, nuovi approcci, nuove intuizioni e scoperte, nuovi sguardi, che cambiano da persona a persona, da periodo a periodo, da mezzo a mezzo di trasmissione.

Come vi propongo queste immagini, per esempio? il mio è un approccio “artistico” più che storico, anche se la storia c’entra, eccome! Non vi dirò con precisione da dove le abbia tratte, né ve le proporrò così come sono state pubblicate (non sarebbe comunque possibile) . Le ho fotografate, rielaborate con filtri, ritagliate, scandagliate a lungo nei dettagli. Sono dunque altre immagini rispetto a quelle stampate sui libri dove le ho scoperte. A loro volta quelle stampate su quei libri sono diverse da quelle scattate dai fotografi di allora (dei cui nomi non vi è traccia sulle pubblicazioni). Chissà chi fossero e chissà che fine abbiano fatto anche i loro progetti, gli archivi, quelli della casa editrice, delle persone proprietarie di quelle case (spesso nelle didascalie compaiono il nome dell’architetto, del  committente, oltre il nome della località e la denominazione dell’edificio o dei suoi interni, o degli oggetti d’arredo).

Facendo una ricerca ho scoperto alcune biblioteche, nel mondo, molto poche, che possiedono questi volumi. Qualche università ha avviato anche dei progetti di ricostruzione della migrazione degli architetti europei perseguitati dai nazisti in altri paesi e delle loro attività (celebre la città bianca di Tel Aviv, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco). Credo che per degli storici dell’architettura la consultazione di questi volumi, poco noti, potrà far scoprire opere importanti, forse tuttora inedite.

germania13

Ultima annotazione su #darksidemoonproject. Amo i Pink Floyd e questo loro album. Il mio è dunque un omaggio a loro e vuole alludere al lato oscuro della luna che la sottoscritta ha “sentito” in queste immagini, che nascono comunque come prodotti della loro epoca, anche della sua follia: nella loro luminosità, nella bellezza a volte visionaria degli ambienti ritratti, nel silenzio, nel vuoto, nei particolari surreali (le piante appoggiate ovunque, con gusto e gentilezza, i quadri di alcuni autori celebri alle pareti, i disegni e le decorazioni raffinate sugli oggetti, le linee modernissime di alcuni arredi, la preziosa semplicità o la ricchezza dei tessuti…), nell’orrore che non esprimono, mostrando altro, mentre altro orrore accadeva o stava per accadere …

Ma questo è il mio punto di vista, il mio sentire, la mia ricerca, non tanto “storica”, quanto umana, che porta a interrogarmi, per esempio, su chi siano oggi gli architetti e gli interior designer che lavorano nei paesi in guerra, come progettino le case, gli arredi, gli ambienti di vita delle persone e delle città bombardate, distrutte, uccise, come, nonostante tutto, continuino a costruire, ricostruire, in alcuni casi con grande creatività, diffondendo ed esprimendo lo spirito più alto della loro cultura, nonostante tutto. Le scoperte, in tal senso, sono davvero incredibili.

Continuerò soprattutto sul blog www.visionipoetiche.com a pubblicare queste immagini, escludendo quelle in cui compaiono i segni “forti” del nazismo, a partire dal 1934 (mentre non vi sono loro tracce nel volume del 1933, dove maggiori sono invece i contributi degli architetti della Bauhaus).

A proposito della Bauhaus, una chicca:

“Architects Congress 1933″, Greece, black/white, silent with titles, 29 minutes.

A preview

Congress participants included such notabls as Le Corbusier, van Eesteren, Giedion, Laszlo and Leger.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 218 follower