Metodologie per l’uso delle fonti audiovisive nelle scuole e all’università

Letizia Cortini:

Lo ripropongo, aggiornato.

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Teenage girls at the Adass Yisroel Schule, a gender-segregated religious school for Jews living in Germany, Siegmundshof, Tiergarten, Berlin, 1938

Roman Vishniac , Teenage girls at the Adass Yisroel Schule, a gender-segregated religious school for Jews living in Germany, Siegmundshof, Tiergarten, Berlin, 1938

PREMESSA: il percorso che segue è un work in progress della sottoscritta, che auspica un confronto su quanto proposto con insegnanti, docenti, studenti che vorranno suggerire modifiche, integrazioni, nonché comunicare feedback sulla sperimentazione di tali strumenti.

In questo percorso non ho volutamente fatto riferimento alla differenza tra fonti filmiche e fotografiche fruibili su carta stampata (libri, o stampe fotografiche, cinema o televisione), piuttosto che sul web, analogiche e in seguito digitalizzate, oppure digital born … Si tratta dunque di prestare attenzione anche a questi aspetti di contesto, aiutando gli studenti sin da subito a verificare quanto meno l’ambiente di “prima” fruizione e il supporto delle immagini che osservano. Le riflessioni in merito a tali questioni dovranno essere approfondite. Sarebbe opportuno, in una fase successiva, riuscire a coinvolgere…

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LA CRISI DEGLI ASINI

Letizia Cortini:

Condivido!

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Ricevo e replico volentieri.

LA CRISI DEGLI ASINI

Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio.
In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto.
I contadini erano effettivamente un po’ sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua.
L’uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali.
Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio.
Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio.

Il giorno dopo, affidò al suo socio il gregge che aveva…

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Una necessità

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Nei post precedenti ho pubblicato delle immagini senza presentazione o spiegazione e le ho taggate #darksidemoonproject. Cercando di non essere didascalica, sento il bisogno di raccontare come sia nata questa necessità. Intanto, a partire dalla constatazione che alcune fonti di immagini, anche le più “insolite” apparentemente, possano essere riutilizzate per raccontare, scoprire, intuire, accostarsi alla storia in modo diverso, per narrare quindi altro rispetto a quello che esse abbiano voluto mostrare, nelle intenzioni sia di chi le abbia prodotte, sia di chi le abbia distribuite, sia di chi le abbia fruite, quando furono realizzate e pubblicate. Non solo …

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Si tratta di immagini del 1933 e del 1934 trovate su una pubblicazione tedesca di architettura, d’interni in particolare, nonché di decorazione e di arredo di ville, appartamenti, ma anche di negozi e alberghi celebri allora, in qualche caso di chiese e di sale di istituzioni pubbliche in varie città e località, tedesche soprattutto, ma anche austriache, ceche, ungheresi, perfino italiane. Sono gli anni dell’affermazione del nazismo. Quando ho sfogliato questi volumi sono rimasta molto impressionata, colpita nell’animo innanzitutto. Dal punto di vista della sensibilità storico-artistica, forse la più sottile, la prima emozione che ho provato è stata di paura, quindi di dolore misto a meraviglia. Il vuoto delle stanze, delle sedie, dei tavoli, dei divani, dei letti… mi ha fatto immediatamente associare l’assenza delle persone (ovvia spesso nelle foto sulle riviste di interior design, a meno che non si tratti di testimonial) all’assenza del “soggetto” uomo, ovvero a quello che presto si sarebbe rivelato come l’annientamento totale dell’essere umano da parte umana, con il silenzio spaventoso che ne è seguito, un silenzio “assordante”, che queste immagini mi hanno evocato prepotentemente. Ho immaginato le persone che avrebbero potuto popolare quelle case, quelle stanze, sedersi ai tavoli, andare a dormire su quei letti, conversare in quei salotti… in quegli anni.  Ho pensato agli architetti, alcuni importantissimi, della Bauhaus, che proprio nel 1933 ha chiuso la sede di Berlino… ho cercato i loro nomi… alcuni ebrei sono migrati all’estero proprio in quegli anni o nei successivi, altri sono morti nei campi di concentramento, altri, nazisti, sono sopravvissuti e hanno continuato a lavorare in Europa nel dopoguerra. Mi sono chiesta quante di quelle abitazioni, di quegli oggetti e arredi siano scampati alla distruzione e quante delle persone che vi hanno abitato siano sopravvissute.

spielmann2Ho avvertito il paradosso e l’orrore nel pensare a come l’architettura (non quella di propaganda), ovvero il costruire, progettare, realizzare case, edifici e ambienti  per la vita quotidiana delle persone (certamente ricche in tal caso), proprio negli anni in cui ha espresso uno dei più importanti movimenti artistici della storia mondiale, sia stata anch’essa travolta dalle forze più distruttive della storia dell’umanità.

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Mi si è aperto così un mondo di interrogativi, accanto al bisogno di esplorare, di avvicinare, senza rimuovere o fuggire, l’incomprensibile, che neanche la storia può spiegare, ma che forse si può tentare di raccontare anche con le immagini, attraverso insoliti percorsi. Le immagini possono sempre fornire nuovi spunti, nuovi approcci, nuove intuizioni e scoperte, nuovi sguardi, che cambiano da persona a persona, da periodo a periodo, da mezzo a mezzo di trasmissione.

Come vi propongo queste immagini, per esempio? il mio è un approccio “artistico” più che storico, anche se la storia c’entra, eccome! Non vi dirò con precisione da dove le abbia tratte, né ve le proporrò così come sono state pubblicate (non sarebbe comunque possibile) . Le ho fotografate, rielaborate con filtri, ritagliate, scandagliate a lungo nei dettagli. Sono dunque altre immagini rispetto a quelle stampate sui libri dove le ho scoperte. A loro volta quelle stampate su quei libri sono diverse da quelle scattate dai fotografi di allora (dei cui nomi non vi è traccia sulle pubblicazioni). Chissà chi fossero e chissà che fine abbiano fatto anche i loro progetti, gli archivi, quelli della casa editrice, delle persone proprietarie di quelle case (spesso nelle didascalie compaiono il nome dell’architetto, del  committente, oltre il nome della località e la denominazione dell’edificio o dei suoi interni, o degli oggetti d’arredo).

Facendo una ricerca ho scoperto alcune biblioteche, nel mondo, molto poche, che possiedono questi volumi. Qualche università ha avviato anche dei progetti di ricostruzione della migrazione degli architetti europei perseguitati dai nazisti in altri paesi e delle loro attività (celebre la città bianca di Tel Aviv, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco). Credo che per degli storici dell’architettura la consultazione di questi volumi, poco noti, potrà far scoprire opere importanti, forse tuttora inedite.

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Ultima annotazione su #darksidemoonproject. Amo i Pink Floyd e questo loro album. Il mio è dunque un omaggio a loro e vuole alludere al lato oscuro della luna che la sottoscritta ha “sentito” in queste immagini, che nascono comunque come prodotti della loro epoca, anche della sua follia: nella loro luminosità, nella bellezza a volte visionaria degli ambienti ritratti, nel silenzio, nel vuoto, nei particolari surreali (le piante appoggiate ovunque, con gusto e gentilezza, i quadri di alcuni autori celebri alle pareti, i disegni e le decorazioni raffinate sugli oggetti, le linee modernissime di alcuni arredi, la preziosa semplicità o la ricchezza dei tessuti…), nell’orrore che non esprimono, mostrando altro, mentre altro orrore accadeva o stava per accadere …

Ma questo è il mio punto di vista, il mio sentire, la mia ricerca, non tanto “storica”, quanto umana, che porta a interrogarmi, per esempio, su chi siano oggi gli architetti e gli interior designer che lavorano nei paesi in guerra, come progettino le case, gli arredi, gli ambienti di vita delle persone e delle città bombardate, distrutte, uccise, come, nonostante tutto, continuino a costruire, ricostruire, in alcuni casi con grande creatività, diffondendo ed esprimendo lo spirito più alto della loro cultura, nonostante tutto. Le scoperte, in tal senso, sono davvero incredibili.

Continuerò soprattutto sul blog www.visionipoetiche.com a pubblicare queste immagini, escludendo quelle in cui compaiono i segni “forti” del nazismo, a partire dal 1934 (mentre non vi sono loro tracce nel volume del 1933, dove maggiori sono invece i contributi degli architetti della Bauhaus).

A proposito della Bauhaus, una chicca:

“Architects Congress 1933″, Greece, black/white, silent with titles, 29 minutes.

A preview

Congress participants included such notabls as Le Corbusier, van Eesteren, Giedion, Laszlo and Leger.

Le fonti audiovisive per la storia e la didattica, Annale 16/Aamod

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copertinaAnnale modifiedL. Cortini (a cura di), Le fonti audiovisive per la storia e la didattica, Annale 16, Fondazione Aamod, Effigi Edizioni, 2014, p. 310.

I saggi di questo volume vogliono porre nuovamente la quesitone dell’urgenza dell’inserimento dell’educazione al cinema, ai media, audiovisivi in particolare, nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché sottolineare l’importanza dell’uso didattico delle fonti filmiche per la storia del Novecento, ma anche per la comprensione del proprio presente storico.

Avere questa consapevolezza vuol dire riconoscere pienamente e realmente lo statuto di bene culturale ai documenti cinematografici, innanzitutto, di qualunque forma e tipologia, quindi l’importanza della loro conservazione e dell’accesso ad essi, attraverso la digitalizzazione e la creazione di percorsi tematici, guide, piattaforme che ne consentano l’uso e il riuso creativo a partire dal web.

L’Annale 16 della Fondazione Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, rivolto agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, agli operatori culturali, agli studiosi di storia contemporanea, agli archivisti che si occupano di didattica, è stato pubblicato ed è disponibile presso la sede dell’Aamod o presso la casa editrice, Effigi Edizioni. A richiesta viene fornita anche la versione in pdf con i link attivi alle pagine web. Info: info@aamod.it.

A seguire l’Indice e il saggio introduttivo.

Annale16_Aamod_INDICE

Visionare_Indagare_Riscoprire_la_Storia_attraverso_le_Immagini

“Giorni di gloria”, il film della Resistenza, patrimonio nazionale

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regia di Mario Serandrei, Giuseppe De Santis, Luchino Visconti, Marcello Pagliero
1944 – 1945
produzione Titanus
durata 01:08:48
Conservato presso la maggior parte delle cineteche e degli archivi audiovisivi italiani (ma anche all’estero), è un patrimonio della nazione.

Foto-033

Riportiamo le diverse sinossi e descrizioni del film realizzate dall’Archivio Luce e dall’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (Aamod). L’esemplare conservato al Luce è muto, ma è accessibile per la visione on line sul sito “Senato della Repubblica” a questo link: http://senato.archivioluce.it/senato-luce/scheda/video/IL3000088764/1/Giorni-di-gloria.html.

L’esemplare conservato presso l’Archivio audiovisivo Aamod è stato restaurato in anni recenti in collaborazione con la Cineteca Nazionale (CSC) ed è sonoro. La trascrizione del testo del sonoro (documento altrettanto interessante) è allegata in calce, in pdf. Purtroppo al momento la versione del film dell’Aamod non è in rete.

Ecco le diverse sinossi. In allegato troverete la scheda completa dell’Aamod con la descrizione delle sequenze, mentre nel link precedente, sotto il video potrete leggere la scheda e la descrizione delle immagini realizzata dall’archivio Luce:

SINOSSI ARCHIVIO LUCE

Primo film di montaggio sulla Resistenza, rievoca gli avvenimenti e le lotte che accompagnarono la liberazione: vita dei partigiani sulle montagne e loro rapporti con la popolazione civile, rastrellamenti e rappresaglie ad opera di nazifascisti, attentato gappista di via Rasella, processo al capo della polizia romana Caruso, le prime fasi del linciaggio del direttore delle Carceri di Regina Coeli, Carretta, l’apertura delle Fosse Ardeatine (con l’esumazione dei cadaveri degli italiani uccisi), le fucilazioni del delatore Federico Scarpato e del torturatore Pietro Koch e la liberazione delle grandi città del nord a opera del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia. Per la realizzazione si è fatto ricorso a materiali filmati requisiti dagli Alleati e a riprese effettuate in clandestinità dai partigiani. Le immagini del processo Caruso sono riprese sotto la direzione di Luchino Visconti, quelle dell’apertura delle Fosse Ardeatine filmate da Marcello Pagliero. Nella copia in nostro possesso le immagini del linciaggio Carretta si limitano alla prima fase dell’aggressione, occorsa nell’Aula Magna della Cassazione nel giorno di apertura del processo Caruso (manca cioè la successiva e cruenta fase del pestaggio su ponte Umberto, del lancio nel Tevere e dell’accanimento finale fino al decesso dell’ex direttore delle Carceri).

SINOSSI ARCHIVIO AAMOD

Giorni di gloria è il film della resistenza italiana, il primo documento cinematografico della nostra guerra di liberazione.
Rievoca in rapide e suggestive sequenze le tragiche giornate del settembre 1943, la nascita sui monti delle prime formazioni partigiane, le torture, le distruzioni inflitte dai nazi-fascisti a uomini e cose del nostro paese nei lunghi mesi dell’occupazione, la guerriglia dei GAP nelle città, le rappresaglie tedesche – prima fra tutte per la ferocia, quella successiva all’attentato a via Rasella a Roma – e infine l’insurrezione, gli scioperi del 1945, le esecuzioni capitali dei criminali Caruso, Koch e Scarpato, le manifestazioni della vittoria a Roma, Milano, Novara, Biella.
Le riprese del processo Caruso sono state dirette da Luchino Visconti, e quelle delle Fosse Ardeatine da Marcello Pagliero.
Il restauro del film è stato effettuato dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale con la collaborazione dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico.

testo_sonoro_Giorni_di_Gloria

scheda_Giorni_di_Gloria_Aamod

Si consiglia, per l’uso didattico di preparare i ragazzi non solo alla visione del film, ma alla sua analisi di contesto, con l’ausilio delle schede proposte nella sezione Didattica e Strumenti.

Buona visione e buon 25 aprile!

“L’Aperossa”. Una iniziativa da sostenere e diffondere

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Un’ape rossa, l’Aperossa!, attraversa una città.

Da un altoparlante una voce, come un cantastorie, annuncia che la sera ci sarà una proiezione pubblica di film.

E lo spettacolo inizierà per grandi e piccini… a cura

dell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico

Il progetto.

Speciale Scuole.

Prossimi appuntamenti.

Sostieni e partecipa.

Immagini, percorsi, sogni nell’archivio digitale on line di Martin Luther King

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Propongo, con qualche variante e aggiornamento, un articolo della sottoscritta, pubblicato su Il Mondo degli Archivi, la rivista on line dell’Associazione Nazionale Archivistica Italiana (ANAI), a cui sono iscritta e con la quale collaboro, e della Direzione Generale per gli Archivi (MIBACT).

Il terzo lunedì del mese di gennaio è la giornata dedicata all’anniversario della nascita di Martin Luther King. La ricorrenza è dunque recente.

MLK

The King Center, fondato nel 1968 dalla moglie Coretta Scott King, oltre ad essere tuttora un centro costantemente attivo di promozione dei valori e delle politiche del grande attivista, custodisce i suoi archivi, che ha reso accessibili on line.

L’emozione nell’esplorare questo sito/giacimento sterminato di notizie, percorsi didattici, immagini, documenti relativi alle attività di Martin Luther King e delle associazioni da lui fondate, o a lui ispirate, è grande.

La Biblioteca e gli Archivi si trovano ad Atlanta in Georgia, negli USA e rappresentano il più grande deposito al mondo di fonti primarie relative a Martin Luther King e all’American Civil Rights Movement. La “collezione” è composta dalle carte e dalle fotografie di Martin Luther King, inoltre dalla documentazione dell’organizzazione da lui cofondata, la Southern Christian Leadership Conference, così come dalle carte delle otto principali organizzazioni per i diritti civili, nonché di diversi soggetti attivi nel Movimento. Gli archivi comprendono anche più di 200 interviste orali ad insegnanti, amici, familiari e colleghi di King, sui diritti civili.

L’esplorazione può iniziare subito dall’archivio digitale. I documenti, suddivisi per temi e tipologie (menù a tendina in alto a destra) possono essere visualizzati sia in modo tradizionale, attraverso una lista degli argomenti, con dei brevi lanci corredati da piccole icone, sia attraverso una modalità denominata “mosaico” molto suggestiva.

King con Malcolm X, prima di una conferenza stampa, 26 marzo 1964

King con Malcolm X, prima di una conferenza stampa, 26 marzo 1964 (fonte Library of Congress)

Non illustriamo il sito in generale, suggerendo di esplorarlo partendo proprio dagli archivi digitali, ma segnaliamo le pagine dedicate all’ “educazione”, con glossari e altri materiali bibliografici sui temi dei diritti civili e della non violenza. Segnaliamo in particolare per i ragazzi e per eventuali attività didattiche la sezione “sogni” che raccoglie, suddivisi per categorie (pace, solidarietà, animali, famiglia, amore, lavoro, educazione, ambiente, salute, giovani….), 4668 sogni caricati dai cittadini, bambini e adulti. Una pagina apposita consente di “caricare” il proprio sogno…

Buona navigazione e buoni sogni.

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