Era ed è ancora così? Piero Bevilacqua sull’insegnamento della storia, 1997

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A proposito dell’insegnamento della storia, Piero Bevilacqua osservava, nella seconda metà degli anni novanta, come:

“All’interno delle scuole, ad esempio nelle medie superiori […] l’introduzione degli allievi ai fatti della storia è molto simile a un viaggio nel regno dei morti. Si chiede ai ragazzi di intraprendere questa discesa agli inferi, ma senza nessun tremore né emozione. I morti da interrogare sono proprio stecchiti e non comunicano neppure il fremito eccitante della paura. La storia che si insegna nella scuola italiana è la storia dei manuali, vale a dire la storia dei fatti”.

Nello stesso volume, Bevilacqua rilevava:

“Non dimentichiamo, peraltro, che oggi nuove espressioni di informazione storica premono alle porte, con il desiderio di farsi ascoltare, di entrare nella scuola con la loro travolgente forza comunicativa. Pensiamo alla documentazione filmica. Il secolo che sta per finire ci lascia un’immensa eredità di immagini dei fatti memorabili, ma anche della vita quotidiana, dell’ultima stagione dell’età contemporanea. Che posto assegneremo a questo gigantesco deposito di memorie nell’economia dell’insegnamento scolastico?“, ibid. p. 24, [grassetto, ndr]

P. Bevilacqua, Sull’utilità della storia per l’avvenire delle nostre scuole, Donzelli editore, 1997, p. 18.

Disagio mentale e reclusione. Alcune fonti visive

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R. Lorenzetti, Manicomio di Rieti,  anni settanta

R. Lorenzetti, Manicomio di Rieti, anni settanta

Di grande interesse l’articolo pubblicato oggi sul portale Luce per la Didattica, dedicato alle immagini di Roberto Lorenzetti, direttore dell’Archivio di Stato di Rieti, nonché fotografo di talento e con sensibilità speciali, che negli anni settanta ha realizzato dei reportage di denuncia sociale nel territorio. Tra questi, quello dedicato al manicomio di Rieti. L’articolo ne menziona la storia e propone un confronto tra le immagini di Lorenzetti e quelle, più note, di Franco Berengo Gardin, nonché con alcuni servizi de La Settimana Incom sul tema, tutti circoscritti fino agli anni cinquanta.

Forse pochi conoscono la figura di Riccardo Napolitano, fratello di Giorgio Napolitano, documentarista e infaticabile operatore culturale, prodigatosi fino alla fine dei suoi giorni per la diffusione della cultura cinematografica, come strumento di indagine e conoscenza, nonché di denuncia della realtà. E’ suo un film del 1966 dedicato alle condizioni all’interno di un ospedale psichiatrico e alla legge del 1904, la numero 36, “che si basava sul concetto di pericolosità e inguaribilità del malato e sul ricovero coattivo che assomigliava piuttosto a una detenzione in carcere”. I volti delle persone disagiate qui non sono mostrati, ma le loro mani sì… Conservato in diversi archivi audiovisivi il film è ora disponibile alla visione su YoutTube, a questo link.

Propongo quindi la visione di un film documentario del 1968 custodito presso l’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, i cui sguardi, del regista Michele Gandin e di Carla Ongaro, moglie di Franco Basaglia, autrice del commento del film, raccontano una realtà diversa, incredibilmente diversa da quella narrata dai film Incom e Luce …

La porta aperta, regia di Michele Gandin, Nexus Film, 1968

Molto efficace anche l’inchiesta che segue, promossa nel 1971 dall’allora Pci sugli ospedali psichiatrici. Non poche immagini di questo film richiamano quelle di Lorenzetti, o viceversa…

Di grande impatto anche il documentario di Gianni Serra, Fortezze vuote, del 1975.

Per una storia della psichiatria in Italia, si veda questa pagina. Il documentario che segue ricostruisce le attività e le battaglie di Franco Basaglia e di Psichiatria democratica.

Per conoscere le biografie e le storia di Franco Basaglia e di sua moglie Franca si consulti il sito della Fondazione Basaglia.

Si segnala infine un interessante articolo relativo al recupero e alla valorizzazione degli archivi privati di Franco Basaglia e della moglie, di Leonardo Musci.

A questo link la visione integrale della fiction televisiva Rai, C’era una volta la città dei matti, del 2010, dedicata alla vita e alle attività di Franco Basaglia, interpretato da Fabrizio Gifuni.

Appuntamento con Cesare Zavattini… che emozione!

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Ritratto di Zavattini scrittore e…

Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, 11 maggio 2015, ore 18.00

Sala Zavattini – Roma, via Ostiense 106

Quanti conoscono, in particolare nelle scuole, l’opera poliedrica di Cesare Zavattini? La sua infinita creatività non solo come sceneggiatore e autore di cinema, ma anche come scrittore, artista, regista, editore, operatore culturale, giornalista, fotografo, solo per citare alcune sue attività? Nelle scuole, per quanto possa essere incredibile, non è studiato e in pochissime antologie sono inseriti suoi testi letterari, poetici, in molti casi d’avanguardia. Tanto meno, purtroppo, sono visti i suoi film.

Ecco un’occasione unica, soprattutto per gli insegnanti e gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, per conoscere questo personaggio epico e fiabesco, importantissimo per la storia della cultura italiana, padre del neorealismo, e di tanto altro…

Nella giornata di lunedì 11 maggio, presso la sede dell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, due studiose di letteratura e di cinema, Silvana Cirillo e Stefania Parigi, un regista quale Daniere Vicari, insieme a Gualtiero De Santi, autore del volume su Zavattini “scrittore”, interverranno per riflettere sull’opera e per ribadire – o far conoscere? – l’attualità di Za (Parliamo tanto di Za, di Virgilio Tosi).

Verranno proiettati due film imperdibili soprattutto per i ragazzi, che avranno modo di accostarsi a questa figura conoscendola direttamente… in tutta la sua esplosiva fisicità.

Per chi volesse nel frattempo documentarsi sulla vita e le opere di Cesare Zavattini, segnaliamo il sito dell’archivio dello scrittore, dove poter consultare carte, leggere la biografia, vedere e ascoltare video testimonianze: http://www.cesarezavattini.it/.

L’archivio della Fondazione Aamod conserva numerosi film ispirati, ideati, realizzati da Cesare Zavattini, che per tanti anni è stato il primo presidente dell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico. I documenti cinematografici sono soprattutto di non fiction, documentari e cinegiornali, a testimonianza di un’altra attività poco nota di questo grande personaggio, conosciuto soprattutto per i film di finzione, neorealisti, tanto da essere considerato da numerosi registi, più e meno giovani, un padre anche del cinema documentario e delle sue più profonde istanze.

In calce, un video visionabile sul canale youtube dell’Aamod, relativo a due film di non fiction di Zavattini sul tema dei campi di sterminio e della bomba atomica. Antesignano della promozione di una diffusa, pregnante, autentica cultura della pace, infatti, questo tema è stato per Zavattini forse la passione politica, umana, civile (oltre che l’impegno) più importante della sua vita, a cominciare dalla sua diffusione attraverso il cinema. Celebre il suo Cinegiornale della Pace, del 1963. Qui il link a una scheda descrittiva del documento, a cura dell’archivio audiovisivo Aamod.

Programma lunedì 11 maggio 2015

Cesare Zavattini: attualità di un autore

Intervengono:

Gualtiero De Santi, autore del libro “Ritratto di Zavattini scrittore”

Silvana Cirillo, docente, studiosa di letteratura e cinema

Stefania Parigi, docente, studiosa di cinema

Daniele Vicari, regista, direttore artistico della Scuola di cinema Gian Maria Volonté

Proiezione dei film

Zavattini e … il campo di grano con corvi di  Van Gogh, di Luciano Emmer, 1972, 14’

Attraverso il “pedinamento” di Zavattini, Emmer “insegue” Van Gogh nei campi, nella sua misera casa, cerca le intime ragioni dell’ultimo definitivo gesto. Zavattini commenta il capolavoro del pittore olandese, esposto al museo Stedelijk di Amsterdam, ne illustra la storia e le caratteristiche pittoriche.

La lunga calza verde, di Roberto Gavioli, 1961, 21’. Si ringrazia l’Archivio storico dell’Istituto Luce Cinecittà

Cortometraggio di animazione nel centenario dell’unità d’Italia. Le vicende del Risorgimento italiano – le imprese di Garibaldi, l’amor patrio dei “carbonari”, la nascita del corpo dei bersaglieri, le frivolezze della corte austriaca di Francesco Giuseppe – sono “lavorate a maglia”, come una calza, da Cavour, visto come un “tessitore”.

***

Il volume di Gualtiero De Santi, Ritratto di Zavattini scrittore, Imprimatur ediz., 2015

“Cesare Zavattini (Luzzara 1902- Roma 1989), protagonista della cultura letteraria e cinematografica del Novecento, è scrittore originalissimo e, forse anche per questo, ancora in attesa di un risarcimento critico. Ha sempre cercato le parole per farne prodigi e miracoli: parole che consentissero di rinvenire le radici e di ‘riudire rimbombi dell’infanzia’, ma anche di dire la verità, quella verità che ha cercato nelle piccole e grandi realtà, attraverso la scrittura, il cinema, il teatro e la pittura. Gualtiero De Santi in questo libro ne recupera e analizza il percorso di scrittore, dagli esordi giornalistici agli ultimi libri sperimentali e d’avanguardia, attraverso quelli ‘umoristici’, quelli fotografici e di poesia”.

Per i 70 anni del 25 aprile: Le repubbliche partigiane

Letizia Cortini:

Molto interessante!

Originally posted on Bibliostoria:

Repubbliche partigiane http://www.1944-repubblichepartigiane.info/

In occasione del 25 Aprile, festa della Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista, segnaliamo il portale 1944 – le repubbliche partigiane.

Il sito, nato da un’idea di Edio Vallini, con testi a cura di Nunzia Augeri, riprende la struttura del libro L’estate della libertà : Repubbliche partigiane e zone libere edito da Carocci e si pone come obiettivo la diffusione della conoscenza dell’esperienza delle repubbliche partigiane, sorte nel 1944 e durate solo pochi mesi. La partecipazione all’arricchimento del sito con contributi, fotografie e documenti è aperta a tutti.

All’interno del sito è possibile visualizzare la mappa delle Repubbliche Partigiane, con una breve storia di ognuna, e consultare la sezione dedicata alle biografie dei potagonisti di queste esperienze di democrazia diretta.

Particolarmente interessante la sezione di studi e ricerche sui Convitti Rinascita, scuole sorte con l’intento di fornire ai giovani, privati dalla guerra…

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Open Memory Project. Un progetto bellissimo: da sostenere

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Un progetto messo a punto da professionisti che operano nel mondo dei beni documentari e nello studio della storia, impegnati nella valorizzazione delle fonti e delle risorse culturali per non dimenticare, per diffondere conoscenza e memoria, attraverso le nuove tecnologie (linked open data e web semantico).

Hanno bisogno di aiuto (anche con un semplice like, in alto a sinistra).

Il progetto: Open-Memory-Project

Immagini, impegno sociale e poesia per narrare storia e storie. La testimonianza di Roberto Lorenzetti

Letizia Cortini:

Fotografie bellissime… storia e immagini, arte e storia…

Originally posted on Didattica Luce in Sabina:

Nella videointervista che segue, Roberto Lorenzetti spiega il contesto di realizzazione delle fotografie sulla civiltà contadina e il manicomio di Rieti, riflettendo sull’uso delle fonti fotografiche e sulla loro importanza per documentare, narrare, comprendere, denunciare.

Il mondo contadino, negli anni settanta, nello sguardo di Roberto Lorenzetti

Gli ospiti del manicomio di Rieti negli anni settanta, ritratti da Roberto Lorenzetti

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La donna nel lavoro e nella famiglia: memorie visive del Novecento nell’orvietano

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Foto di Tano D’Amico

Presentazione del seminario di studio e aggiornamento professionale

Le fonti fotografiche e cinematografiche pubbliche e private per la storia locale e la didattica

Orvieto, Nuova Biblioteca Luigi Fumi – venerdì 8 maggio  ore 16.00-18.00

In calce in allegato la lettera d’invito e la bozza del progetto.

L’Archivio Storico Luce, la Biblioteca Fumi e l’Archivio di Stato – sezione di Orvieto presentano il percorso nell’ambito del progetto Le fonti fotografiche e cinematografiche pubbliche e private per la storia locale e la didattica.

Il progetto sarà rivolto in particolare agli insegnanti delle scuole d’istruzione secondaria di I e di II grado, ma anche a tutti i docenti e dirigenti scolastici, di ogni ordine e grado, che vorranno essere aggiornati sulle pratiche e le metodologie di ricerca e uso dei documenti filmici e di immagini fisse per l’insegnamento e il recupero di memorie e storie locali. Il progetto sarà presentato anche agli operatori culturali del territorio di Orvieto e dintorni, che lavorano in musei, biblioteche, archivi, centri di documentazione, associazioni e cooperative che operano per lo sviluppo culturale e turistico del territorio. Il percorso formativo si articolerà successivamente in due o più incontri, di carattere seminariale e in laboratori specifici. A seguire la bozza del programma dell’iniziativa che verrà definita, nei tempi e nei contenuti, anche insieme agli interessati, partecipanti alla giornata dell’8 maggio 2015.

Presentazione del progetto

L’Archivio fotocinematografico Luce Cinecittà, l’Archivio di Stato di Terni – Sezione di Orvieto e la Biblioteca Luigi Fumi di Orvieto organizzano un seminario di approfondimento sull’importanza delle fonti filmiche e fotografiche per la scuola e per l’insegnamento della storia, nonché per lo studio della rappresentazione della collettività di un territorio.

L’iniziativa prevede una prima giornata seminariale di introduzione alla storia del linguaggio fotografico e filmico e alle specificità delle sue forme. Contestualmente sarà ripercorsa la storia dell’Istituto Luce e del suo patrimonio, Memoria del Mondo Unesco. Seguirà l’illustrazione delle metodologie della ricerca storica in particolare per l’uso delle fonti foto-cinematografiche relative ai contesti storico-sociali del secondo Novecento e alle memorie locali coeve e successive. Si insisterà, soprattutto per gli insegnanti e gli operatori culturali, sulla storia dei linguaggi filmici e fotografici, con una riflessione approfondita sull’importanza della valorizzazione dei documenti audio-visivi locali, nel contesto della più ampia documentazione/rappresentazione della “grande” storia, conservata presso l’Archivio Luce e altri archivi, non solo di immagini. Saranno quindi  illustrate le metodologie di ricerca, recupero, analisi, trattamento delle fonti audiovisive e proposte delle linee guida per la raccolta di fonti inedite nel territorio, con particolare attenzione alle fonti per la storia di genere.

Verrà illustrato, ai fini di un suo ampliamento, il progetto “Album di Orvieto”, nell’intento di articolarlo in ulteriori temi e tipologie documentarie dedicate in particolare alla storia e alle memorie delle donne.  Verranno quindi illustrati nuovi possibili percorsi di genere, focalizzando l’attenzione sulla rappresentazione delle donne nella vita privata, pubblica e sociale  nell’orvietano.

Laboratorio

A distanza di circa venti giorni – durante i quali i partecipanti reperiranno documenti presso archivi di famiglia, nonché di enti e associazioni locali –  si svolgeranno uno o due laboratori di analisi e riuso didattico e culturale soprattutto delle fonti raccolte (fotografie, film amatoriali, cartoline, registrazioni sonore, video testimonianze, lettere e diari). L’illustrazione delle metodologie di trattamento e valorizzazione riguarderanno, in sede di laboratorio, soprattutto le fonti relative alla storia al femminile, pubblica, o privata che si fa pubblica. Verrà quindi ricostruita una mappa visiva di genere con particolare attenzione ai ruoli e alle funzioni delle madri, delle mogli, delle lavoratrici, delle educatrici, delle trasmettitrici di memorie legate ai saperi artigianali, alimentari, industriali, nonché alle pratiche devozionali e ai lavori di cura.

Le attività di laboratorio saranno finalizzate all’acquisizione di competenze riguardanti sia le  tecniche di messa in sicurezza dei supporti delle fonti raccolte che di catalogazione dei documenti su piattaforme web based, con l’obiettivo di utilizzarle durante l’attività didattica. Infine, i partecipanti saranno coinvolti nella ideazione, organizzazione, realizzazione direttamente sul web, dei racconti/percorsi, che, con l’uso delle fonti raccolte, narrino o restituiscano memorie dimenticate o invisibili, soprattutto di genere. L’Archivio Luce metterà a disposizione i propri materiali foto-cinematografici sui temi indicati, per confrontarli con i materiali iconografici custoditi presso gli archivi locali, statali, pubblici, privati, nonché le proprie piattaforme on line di catalogazione, di valorizzazione per la didattica e le proprie banche dati. Verrà realizzato un sito on line, aperto e in aggiornamento sistematico, denominato Memorie visive  del Novecento nell’orvietano, collegato all’ “Album di Orvieto”, che potrà continuare ad essere implementato, successivamente agli incontri , anche autonomamente, da insegnanti e studenti.

 

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